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Da un progetto durante il corso di Storia delle cose tenuto dal Professor Vittorio Marchis presso il Politecnico di Torino:

Blog Storia delle cose
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venerdì 8 dicembre 2017

MODELLI INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il volume intende fornire alcune nozioni introduttive sui nuovi strumenti e modelli utilizzati nelle scienze cognitive moderne.

sabato 2 dicembre 2017

MINSKY

Minsky si laurea in matematica ad Harvard con il massimo dei voti nel 1950, ma studia anche fisica, neurofisiologia e psicologia, e dopo aver ottenuto una borsa per dottorato presso la Princeton University, dove realizza il primo simulatore di rete neurale, si trasferisce al Massachusetts Institute of Technology, dove rimarrà per il resto della sua vita. Al MIT fonderà, in seguito, l’Artificial Intelligence Lab e, insieme a Seymour Papert, scriverà pagine importanti per gli studi futuri sull’onnipotenza logica dei calcolatori e creerà il linguaggio Logo, il primo linguaggio di programmazione con scopi didattici.Inoltre inventa il microscopio confocale a scansione, predecessore del microscopio confocale a scansione laser; suona il pianoforte e nel 1968 sarà consulente scientifico della produzione cinematografica di 2001: Odissea nello spazio.


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"The question is not whether intelligent machines can have emotions, but whether machines can be intelligent without any emotions"

martedì 14 novembre 2017

LE DISCIPLINE DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

                                                   
                                   
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domenica 5 novembre 2017

LA NARRAZIONE

"L'importanza delle grandi narrazioni è sottovalutata nell'interpretazione dello sviluppo tecnologico e delle sue conseguenze sociali. Le narrazioni hanno la capacità di creare prospettiva all'interno delle quali si creano scelte. La tecnologia e malleabile e il suo risultato prende la forma della visione del mondo che guida chi la progetta e realizza."
Di seguito un articolo che illustra questa situazione.

giovedì 2 novembre 2017

I ROBOT DELL'ANTICHITÀ

Nel l'interessante articolo sotto allegato, pubblicato dal magazine online Shan-Newspaper, viene fatta una carrellata di quelli che possono essere, in modo più o meno oggettivo, ritenuti precursori dell'intelligenza artificiale nei robot in accordo con le narrazioni che ci pervengono, passando dagli automi di Leonardo da Vinci, alla testa parlante di papa Silvestro II, dalla colomba di Archita di Taranto ai servi meccanici del dio greco del fuoco, della metallurgia e dell'artigianato Efesto, dal gigante Talos che difendeva Creta alle leggende dell'antica Cina. Viene citata anche l'Iliade. 

I robot degli antichi: articolo di Shan-Newspaper 

               
La testa dorata di Papa Silvestro II in grado di dialogare con gli astanti

La colomba di Archita di Taranto in grado di volare di ramo in ramo

Il leone di Leonardo da Vinci

La ricostruzione del drago che secondo la leggenda custodisce il Graal in Val di Susa. Secondo la leggenda potrebbe essere un'opera in metallo di Fetonte

venerdì 27 ottobre 2017

"MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE" DI P.K.DICK

Un altro interessante capolavoro che ha come sfondo un pianeta post-apocalittico dove la vita è destinata alla morte e il nostro protagonista dà la caccia a un gruppo di androidi particolarmente simili agli umani è ma gli androidi sognano le pecore elettriche di P.K. Dick.

"Qui si perde quindi il contatto con il mondo “vero “, le visioni diventano sempre più tangibili e rendono la realtà un universo di ombre vaghe e indistinte, offuscato da qualcosa di “altro” che, inesorabilmente, cresce.
Nel momento in cui Deckard si rende conto di provare pietà (e non solo) per gli androidi che deve eliminare, l’empatia esclusivamente umana si è dilatata e il salto è compiuto: il senso stesso dell’amore ne viene contaminato, e il possesso della donna androide, in uno slancio disperato e “contro natura” che lo porterà a tradire la sfinita e nevrotica moglie, rappresenta il culmine di questo processo" (dall'articolo sotto linkato).



Ma gli androidi sognano le pecore elettriche (Articolo di terrediconfine)

P.K. Dick

"IO, ROBOT" DI ASIMOV

L'intelligenza artificiale è da sempre al centro di numerose narrazioni alcune anche profetiche. La prima che voglio affrontare è Io, robot di Asimov scrittore e biochimico sovietico naturalizzato statunitense le cui opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della divulgazione scientifica. Scritto tra il 1940 e il 1950 il raccontAsimota di nove storie legate da un filo invisibile. Sono tutte ambientate in un mondo in cui gli uomini non sono gli unici esseri pensanti ma convivono con gli androidi in una società regolata dalle tre leggi della roboetica.l



Io, robot (articolo di Robotiko)